Adottiamo una cabina, una mail contro l'estinzione

mercoledì 30 Dicembre 2009 - Internet

Adottiamo una cabina, una mail contro l'estinzione Mentre il telefonino diventa un bene di tutti, Telecom demolirà 30 mila sue cabine delle 130 mila esistenti. Prima di scatenare le sue ruspe, Telecom dovrà chiudere una lunga trattativa con il Garante delle Comunicazioni che ha già messo dei precisi paletti. Il Garante vuole, intanto, l'adesivo del preavviso. In pratica, Telecom dovrà incollare un cartello in ognuna delle cabine che intende cancellare, annunciandone la prossima dipartita.

Affacciatevi alla finestra e guardate la vecchia cabina telefonica che è lì da sempre, parte del paesaggio e anche un po' della vostra vita. Potrebbe essere l'ultima volta che la vedete. Nel 2010, Telecom lancerà una colossale campagna di rottamazione di quelli che considera ormai inutili scheletri di ferro.

Il cartello indicherà un numero telefonico gratuito ed anche un'e-mail. Questa: cabinatelefonicaagcom. it. La e-mail farà capo proprio agli uffici del Garante.

Un cittadino, un'associazione di quartiere, anche il Comune potranno usare questo numero o questa e-mail per chiedere che la cabina telefonica venga risparmiata e lasciata in attività. Nei successivi 2 mesi, il Garante valuterà se quel telefono ha ancora diritto di vivere perché utile o addirittura indispensabile.

Il Garante chiede anche che le cabine superstiti siano riportate alla civiltà. In caso di avaria, Telecom dovrà ripararle entro 15 giorni. Non solo. Il 50 percento delle cabine operative permetterà di chiamare con le monetine. Non sarà più necessario, dunque, l'acquisto delle schede prepagate. E il 75% delle cabine, poi, sarà congegnato per consentire ai disabili di telefonare.

Il Garante, poi, pretende che siano risparmiati i telefoni pubblici sistemati in realtà delicate, come gli ospedali e le Asl; le carceri; le caserme con almeno 50 soldati; infine i rifugi di montagna (dove magari arriva la slavina e il cellulare non prende). Dovrebbero sopravvivere anche gli impianti che sono nelle scuole medie ed elementari. Sono a rischio taglio, invece, gli apparecchi che Telecom, fino ad oggi, è obbligata a tenere in vita negli uffici pubblici, nei centri commerciali, negli stessi luoghi di culto. Attualmente, questo insieme di realtà sensibili ospita 13 mila 500 apparecchi pubblici che si ridurranno di un migliaio di unità.

Per giustificare la cancellazione delle cabine telefoniche, la Telecom ha presentato al Garante e poi alle associazioni dei consumatori (in una riunione del 17 dicembre) un quadro tutto lacrime e sangue. I dirigenti di Telecom hanno giurato che tenere in vita 130 mila cabine costa "alcune decine di milioni di euro ogni anno". Soldi letteralmente buttati, visto il traffico telefonico che le cabine ormai generano. Secondo Telecom, il 54% delle cabine viene utilizzato ogni giorno per fare un massimo di tre telefonate; mentre il 27% per un massimo di 2 telefonate.

I consumatori hanno mosso delle obiezioni. E' vero, Telecom spende dei soldi per tenere in attività le cabine. Ma questi soldi arrivano, almeno in parte, dallo Stato sotto forma di sostegno pubblico al servizio. L'assegno statale sarebbe superiore, ogni anno, ai 15 milioni. I manager di Telecom hanno assicurato che rinunceranno ai contributi pubblici in proporzione al numero di cabine che saranno via via cancellate.

Nel 2010, dunque, spariranno 30 mila cabine su 130 mila. Ma le associazioni dei consumatori hanno capito che Telecom preme per ripetere l'operazione nel 2011, quando altre 30 mila cabine saranno a rischio ruspa. A meno che le telefonate o le e-mail dei cittadini non riescano a salvare loro la vita.

Fonte Repubblica.it

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