Il primo intervento al mondo nell'asportazione dell'esofago

venerdì 30 Aprile 2010 - Salute

Il primo intervento al mondo nell'asportazione dell'esofago Il primo intervento al mondo di chirurgia, per asportazione dell'esofago, è stato esguito all'ospedale S. Maria della Misericordia di Udine in una donna friulana di 78 anni.

Eseguito all'ospedale S. Maria della Misericordia di Udine dall'equipe del dottor Roberto Petri un intervento chirurgico unico al mondo: l'asportazione in minichirurgia dell'esofago per neoplasia in una donna friulana di 78 anni, con un polmone solo in quanto l'altro le era stato tolto per un tumore. Grazie alla tecnica della chirurgia mini-invasiva applicata all'esofago, di cui la Chirurgia di Udine vanta la piu' grossa casistica europea - informa una nota - e' stato possibile eseguire questo intervento, altrimenti irrealizzabile.

Sia con la chirurgia aperta che con la toracoscopia finora impiegata, infatti, il polmone non deve respirare durante l'intervento e subisce inevitabili contusioni durante le fasi dell'operazione stessa. Questa tecnica tradizionale, oltre ad essere piu' invasiva, non e' eseguibile su pazienti con un polmone solo, perche' nel frattempo il polmone non respira e il sangue non riesce ad essere ossigenato. "Applicando invece in maniera adeguata i principi della laparoscopia - ha spiegato Roberto Petri - la nuova procedura permette ai chirurghi di lavorare in torace mentre i polmoni continuano a respirare normalmente. Cio', oltre a semplificare l'intervento, riduce drasticamente la possibilita' che compaiano problematiche respiratorie nel postoperatorio".

In questo caso gli anestesisti, sotto la direzione del dottor Rodolfo Muzzi da pochi mesi responsabile del secondo servizio di Anestesia, hanno potuto controllare la respirazione attraverso l'unico polmone disponibile durante tutto l'intervento, benche' i chirurghi lavorassero sull'esofago proprio da quel lato. L'intervento e' perfettamente riuscito: la paziente ha avuto un decorso postoperatorio assolutamente regolare e, nonostante l'intervento e le precedenti affezioni, e' stata da subito assistita nel reparto di degenza normale.

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