Scoperto a Verona conto bancario dell'imprenditore Lolli

venerdì 29 Ottobre 2010 - Cronaca

Scoperto a Verona conto bancario dell'imprenditore Lolli I carabinieri di Verona hanno scovato nei giorni scorsi un conto da 200mila euro alla banca Crever riconducibile all'imprenditore latitante Giulio Lolli della società Rimini Yacht, ricercato per truffa.

C’è il ricchissimo imprenditore scomparso nel nulla, la gang di finanzieri corrotti, il misterioso suicidio di un generale e perfino lo spettro della P3, la presunta associazione segreta svelata da un’inchiesta della magistratura che sta facendo tremare i palazzi romani. E ora c’è pure un «tesoretto», nascosto in una piccola banca di Verona e sequestrato nei giorni scorsi dai carabinieri.

Sembra un thriller, ma è l’incredibile vicenda che ruota intorno al «re degli yacht» Giulio Lolli, 45 anni, fino a poco tempo fa considerato il più importante venditore italiano di barche di lusso, presidente della Rimini Yacht, che fatturava decine di milioni di euro l’anno. Lolli è indagato per truffa, e quando ha capito che gli investigatori erano sulle sue tracce è fuggito, il 17 maggio, lasciando un buco societario da 50 milioni. Da allora di lui si sono perse le tracce: unico indizio, la sua Ferrari California da 250mila euro rinvenuta in Lombardia, abbandonata. I carabinieri che lo cercano, sospettano abbia organizzato un colossale raggiro attraverso la compravendita di yacht, ceduti contemporaneamente a più clienti.

In pratica, Lolli incassava somme milionarie attraverso leasing aperti a nome degli acquirenti utilizzando documenti falsi. E così gli armatori si ritrovavano proprietari di imbarcazioni di lusso che in realtà appartenevano già ad altri. Tra gli indagati anche uomini della guardia di finanza di Rimini, mentre l’1 luglio a Bologna un socio dell’imprenditore, l’ex generale delle fiamme gialle Angelo Cardile, si è sparato mentre era in corso la perquisizione del suo appartamento. Lolli compare anche nelle pieghe dell’inchiesta sulla P3, collegato al faccendiere Flavio Carboni che in una conversazione con il coordinatore del Pdl Denis Verdini, intercettata dagli inquirenti, si vantava della sua nuova imbarcazione, un Bertram da due milioni di euro.

Si tratta del secondo sequestro di denaro, dopo quello da 700mila euro in una banca di Lugano, che si aggiunge ai numerosi sequestri di imbarcazioni di lusso avvenuti in tutta Italia e della Aston Martin da 200mila euro ceduta all'imprenditore sardo Carboni. Denaro e beni serviranno a ripianare il buco da 50milioni di euro lasciato in eredità da Lolli alla Rimini Yacht.


Fonte: corrieredelveneto.corriere.it

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