D'Alema apre al fronte della grande alleanza

lunedì 31 Gennaio 2011 - Politica

D'Alema apre al fronte della grande alleanza D'Alema lancia l'idea di un fronte del voto, uno schieramento di forze responsabili per andare oltre il berlusconismo, fare le riforme necessarie e poi, in un bipolarismo nuovo, andare ognuno per la propria strada. L'idea raccoglie l'interese di Pd e terzo polo - nella persona di Casini. Di Pietro, invece, reputa non credibile un simile schieramento e si limita a condividere l'idea di un voto anticipato.

Lo dice lo stesso Massimo D'Alema a Lucia Annunziata che, chiamala Cln o 'alleanza costituente' o in altro modo, la proposta del Pd ("unito", sottolinea il presidente del Copasir) e' la stessa da mesi: uno schieramento di forze responsabili per andare oltre il berlusconismo, fare le riforme necessarie e poi, in un bipolarismo nuovo, andare ognuno per la propria strada. La novita' e' un'altra ed e' la richiesta del voto anticipato.

Dice D'Alema: "Di fronte al fatto che la maggioranza non intende aprire una fase politica nuova, noi dobbiamo puntare verso le elezioni". A insistere sul punto ha iniziato nei giorni scorsi Pier Ferdinando Casini. Pier Luigi Bersani non si e' sottratto e gia' piu' volte ha fatto sapere di preferire qualunque soluzione, "voto compreso, al pantano" in cui e' intrappolato il governo Berlusconi. Oggi anche D'Alema.

Si allarga dunque il fronte delle elezioni anticipate. Un pressing sul Colle e sulle prerogative che l'articolo 88 della Costituzione riserva al capo dello Stato? Il presidente del Copasir mette in chiaro che il Pd, come opposizione, deve fare la sua parte "e non strattonare il presidente della Repubblica", ma certo, sottolinea, "e' evidente" che il capo dello Stato "non possa che essere preoccupato dal conflitto istituzionale" in atto. Se si allarga dunque il fronte del voto anticipato, sul 'come' andare alle elezioni le risposte sono diverse.

Il Terzo Polo, Casini in primis, si mostra interessato all"alleanza costituente' di D'Alema. Sia il leader dell'Udc che Italo Bocchino confinano pero' l'ipotesi ad una situazione di "emergenza democratica". Dice Casini: "Se il presidente del Consiglio ci porta alle elezioni per una sua battaglia privata contro i giudici creando una situazione di emergenza allora la riflessione di D'Alema va presa in cosiderazione".

Mentre Antonio Di Pietro, convinto delle necessita' di andare il prima possibile al voto, lo e' altrettanto della non credibilita' di uno schieramento che va da Fini a Vendola: "No agli accoppiamenti contro natura"

"La riflessione di D'Alema va presa in considerazione". Questo il commento l'intervista di D'Alema di Pier Ferdinando Casini. Se il leader dell'Udc parla di 'riflessione seria' sull'alleanza costituente del presidente Copasir, Fli si muove con maggiore cautela. In particolare, Adolfo Urso dice no alla "logica del tutti contro Berlusconi" e a trasformare le elezioni "in un plebiscito" attorno al Cavaliere.

Per Urso, la priorita' e' un'alleanza con "tutte le forze moderati e riformiste. Dobbiamo guardare a quel 40 per cento di elettori che si dicono propensi all'astensione. Questi elettori aspettano non una santa alleanza, ma una proposta politica diversa e competitiva rispetto a quella naufragata nel berlusconismo". Ma il capogruppo di Fli, Italo Bocchino, non esclude l'ipotesi, anche se la confina a una situazione emergenziale.

L'orizzonte delineato da D'Alema e' "ipotizzabile soltanto di fronte a un'emergenza democratica, purtroppo assai vicina, ma ancora possibile da scongiurare". Per Bocchino "la soluzione migliore resta il passo indietro del presidente del Consiglio, ormai incompatibile con Palazzo Chigi dopo quanto e' emerso sui suoi comportamenti e sui suoi ipotizzati reati. Con le dimissioni di Berlusconi si potrebbe dar vita a un governo responsabile".

Antonio Di Pietro della proposta di D'Alema condivide solo una parte: quella di andare al voto anticipato. Non convide pero' il 'come' andarci. Per intendersi, "l'alleanza costituente" lanciata dal presidente del Copasir, per il leader Idv e' "un accoppiamento contro natura", una coalizione "senza un programma" perche' troppo diversa e quindi "non convincente".

"Mi fa piacere -dice Di Pietro- che buon ultimo D'Alema si accorga oggi della necessita' di liberarsi di Berlusconi . E, soprattutto, di andare alle elezioni e non di continuare a cincischiare cercando una maggioranza alternativa che non c'e' perche' i numeri sono quelli che sono". Per andare al voto anticipato, osserva Di Pietro, "non vi e' dubbio che bisogna passare prima attraverso la forca caudina di 316 parlamentari da trovare in aula. Questo puo' avvenire solo se una parte della maggioranza e tutta l'opposizone unita danno vita a un 'fronte di liberazione parlamantare'".

Ma andare con tre poli al voto anticipato con questa legge elettorale non sarebbe un rischio? "Non sarebbe facile, certo, ma vincere sarebbe possible", conclude Di Pietro che rivolge anche un implicito invito al Colle: "Forse dovrebbero essere anche le massime istituzioni dello Stato a dire apertamente che la chiarezza democratica delle elezioni anticipate e' molto meglio della melma in cui il governo del caimano sta facendo affondare l'Italia".

Quanto a Sel, Paolo Cento, dice che "finalmente anche per D'Alema e Casini le elezioni anticipate non sono piu' un tabu' ma una necessita' democratica. Meglio tardi che mai. Per vincere questa sfida non basta essere contro Berlusconi ma e' necessario indicare al Paese un progetto chiaro e convincente" e per farlo "le primarie rimangono uno strumento indispensabile".
Nel centrodestra, da Sandro Bondi a Maurizio Gasparri, il pressing di D'Alema per il voto e la proposta di un'alleanza costituente viene vista come fumo negli occhi. Dice Bondi: "D'Alema propone oggi un fronte comune emergenziale che, sia dal punto politico che sociale, sospenda di fatto gli effetti delle regole democratiche". Incalza Fabrizio Cicchitto: "In un Paese normale per parafrasare il D'Alema di oggi, e il titolo di un suo libro di ieri, non c'e' un settore della magistratura cosi' sistematicamente di parte come accade in Italia, ne' un presidente del Copasir cosi' fazioso e arrogante come lui". E per Ignazio La Russa quella di D'Alema sul voto e' solo una "boutade".

Il leghista Marco Reguzzoni ribatte anche alle parole del presidente del Copasir sul federalismo e la Lega che ha perso autonomia nel patto di ferro con Berlusconi: "Noi ragioniamo sempre con la nostra testa che e' la testa dei nostri elettori che ci chiedono un fisco piu' giusto e piu' legato al territorio. Se il Pd vuol contribuire -aggiunge Reguzzoni- puo' farlo, facendo proposte nelle commissioni competenti. In questo modo dimostrando nei fatti di essere federalista".

"Ogni altra considerazione -sottolinea il capogruppo leghista- e' fuori dalle logiche della democrazia e appartiene a un vecchio modo di fare politica che noi abbiamo sempre contrastato". Alle critiche del centrodestra ribatte stesso D'Alema: "Il Pdl difende Berlusconi e il suo governo e non e' a loro che si rivolge la mia proposta. Io credo che ci siano momenti in cui forze, anche di ispirazioni diverse, devono fare qualcosa insieme per il Paese. Questo e' il momento che l'Italia vive. Non voglio alimentare polemiche, la mia proposta si rivolge a persone serie e responsabili"

Fonte RaiNews24.it

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