Fisco, 130mila richieste per il rientro dei capitali all'estero

mercoledì 9 Dicembre 2015 - Economia

 Arrivano nelle casse dello Stato 3,8 miliardi dalla voluntary disclosure, la procedura di collaborazione volontaria per dichiarare i capitali detenuti illegalmente all'estero con uno sconto sulle sanzioni

 Si chiama voluntary disclosure: è la «procedura di collaborazione volontaria per l'emersione dei capitali detenuti all'estero», come da definizione dell'Agenzia delle Entrate. In pratica, chi detiene illecitamente patrimoni all'estero può regolarizzare la propria posizione. Con sconto delle sanzioni. Il ministero dell'Economia ha presentato qualche dato. Sono circa 3,8 i miliardi di euro che entrano nelle casse dello Stato in seguito a questa procedura. E sono poco meno di 130mila le domande inviate alla scadenza fissata a fine novembre.
Il 30 novembre si è chiusa la procedura (avviata con la legge 186 del 2014) con 129.565 istanze presentate, di cui 127.348 di richieste internazionali, 1507 per la regolarizzazione di capitali detenuti in Italia ma non dichiarati, e 710 entrambe. «Degli oltre 59,5 miliardi di euro di attività svelate al Fisco - spiega il Ministero - quasi il 70 per cento (circa 41,5 miliardi) proviene dalla Svizzera. Le istanze sono state inviate da contribuenti residenti in tutte le regioni italiane, dalle 63.580 della Lombardia alle 88 della Basilicata». Il valore - preciso - delle attività emerse con la voluntary disclosure è di 59.578.928.219 euro, il gettito dalla regolarizzazione viene valutato in base alle istanze intorno ai 3,8 miliardi
Chi si dichiara paga tutte le imposte, ma ha le sanzioni ridotte. «A differenza di quanto previsto da misure di emersione adottate nel passato

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