Il fiuto di De Benedetti/La smentita

martedì 5 Gennaio 2016 - Politica

Il fiuto di De Benedetti/La smentita smentita di Cdb al primo pezzo del Giornale, come pubblicato dall’agenzia di stampa Ansa. Più che una replica una conferma. Per l’Ing si tratta di fiuto, niente notizie privilegiate, ma quella plusvalenza c’è. E una sottolineatura forse di troppo sul fatto che Cdb non ricopre più alcun incarico: oggi. ieri, al momento dell’acquisto delle azioni popolari, era presidente. Poco male se non si tratta di sfruttare info privilegiate. O no?

Popolari:portavoce De Benedetti,nessuna notizia privilegiata
Replica al Giornale su inchiesta relativa a plusvalenza
(ANSA) – ROMA, 14 DIC – “Nessun abuso di informazione
privilegiata c’e’ stato da parte della Romed, societa’ di cui
Carlo De Benedetti e’ azionista ma in cui non ricopre piu’ alcun
incarico, ne’ tantomeno da parte sua”. E’ quanto precisa un
portavoce di Carlo De Benedetti a proposito di quanto pubblicato
in prima pagina da Il Giornale in un articolo dal titolo
“Banche, amici e De Benedetti. Il giallo dell’affare milionario.
Finanza e procura di Roma indagano su una plusvalenza
dell’Ingegnere sulle Popolari”.
Il Giornale cita un’inchiesta della procura di Roma, condotta
dalle Fiamme Gialle, che in un’informativa “descrivono i
movimenti borsistici sui titoli di quattro banche popolari,
realizzati dalla Romed, la cassaforte finanziaria di Carlo De
Benedetti”. Nel rapporto, afferma il quotidiano della famiglia
Berlusconi, “sono indicate puntualmente una lunga serie di
operazioni sospette, la sintesi delle conversazioni telefoniche
tra l’Ingegnere e i suoi operatori della Romed”. Telefonate, “in
cui si chiederebbe direttamente di investire in popolari. Il
decreto del governo ancora non c’e’. Ma l’Ingegnere sosterrebbe
di essere stato informato, tra gli altri, anche da ambienti
vicini a Bankitalia. Millantato credito? Puo’ darsi. Ma i trader
di Romed – scrive Il Giornale – comprano e comprano. Alla fine
per 5-6 milioni di euro. La plusvalenza finale sara’, secondo le
carte della Guardia di finanza, di circa 600mila euro”.
“In merito alle indiscrezioni riportate oggi da Il Giornale –
precisa al riguardo un portavoce di Carlo De Benedetti – e’
ampiamente noto che, da sempre, una delle principali attivita’
della Romed e’ la compravendita di titoli. I risultati di queste
attivita’ di trading negli anni sono stati spesso soddisfacenti
unicamente grazie alle capacita’ della societa’ di operare sul
mercato e di comprenderne le dinamiche. La Romed effettua
annualmente transazioni per vari miliardi di euro in trading
finanziario su azioni e cambi. In particolare per quanto
riguarda le banche popolari, le discussioni e le indiscrezioni
relative a una possibile riforma erano di pubblico dominio gia’
diverso tempo prima dell’approvazione del decreto da parte del
governo.
Pertanto – conclude il portavoce – nessun abuso di
informazione privilegiata c’e’ stato da parte della Romed,
societa’ di cui Carlo De Benedetti e’ azionista ma in cui non
ricopre piu’ alcun incarico, ne’ tantomeno da parte sua”.

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