Il reddito delle famiglie ha smesso di calare

giovedì 3 Dicembre 2015 - Economia

Il reddito delle famiglie ha smesso di calare  Bankitalia: 30.500 euro, arrestata la caduta che proseguiva ininterrotta dal 2008

 Tra giugno e dicembre del 2014 i soli lavoratori dipendenti con un reddito annuo lordo complessivo (nel 2013) compreso tra 8.000 e 26.000 euro hanno beneficiato del bonus fiscale previsto dal decreto legge n. 66 del 24 aprile 2014. Ha dichiarato di averlo ricevuto poco più di un quinto delle famiglie italiane, percependo in media 86 euro mensili. Per via del disegno dell’intervento, collegato alla percezione individuale di un reddito da lavoro dipendente, le famiglie con più di una fonte di reddito hanno ricevuto il bonus in misura maggiore delle altre. Le famiglie che lo hanno percepito hanno dichiarato di averne speso in media il 90 per cento.

Alla fine del 2014 la ricchezza netta delle famiglie italiane era in media di 218.000 euro. Il patrimonio del 30 per cento delle famiglie italiane più povere (7.000 euro in media) rappresentava meno dell’1 per cento della ricchezza complessiva; per contro, il 5 per cento delle famiglie più abbienti, con un patrimonio medio di 1.300.000 euro, deteneva oltre il 30 per cento della ricchezza complessiva. Per larga parte delle famiglie il patrimonio è costituito in misura preponderante dall’abitazione di residenza. Tra il 2012 e il 2014 la ricchezza netta familiare media è scesa in termini reali dell’11 per cento, per effetto di una significativa diminuzione tra le famiglie più abbienti (-15 per cento nel quinto più alto) dipesa in larga parte dal calo del prezzo degli immobili. Per le famiglie al di sotto della mediana della ricchezza, il patrimonio netto medio è aumentato del 4 per cento, quasi interamente per il calo delle passività finanziarie che riflette sia la minore esposizione media degli indebitati sia il minor numero di questi ultimi.

Il reddito familiare si compone, in media, per il 40% di reddito da lavoro dipendente, per più di un quarto da trasferimenti (pensioni, Cig, ecc.), per circa l’11% di reddito da lavoro autonomo e per il restante 21% di reddito da capitale (affitti effettivi, imputati, rendite finanziarie), continua la Banca d’Italia. Nel 2014 il reddito familiare netto medio è stato pari a circa 30.500 euro annui. Tra il 2012 e il 2014 se ne è arrestata la diminuzione, che proseguiva dal 2008 ed era collegata principalmente alla riduzione dei redditi da lavoro, dipendente e autonomo. Il reddito equivalente, una misura del livello di benessere individuale ottenuta tenendo conto della struttura familiare, è ancora diminuito, sebbene molto meno intensamente che negli anni precedenti. Vi ha contribuito la crescita, per la prima volta dai primi anni ottanta, della dimensione media dei nuclei familiari. Nel 2014 il 22,3 per cento degli individui aveva un reddito equivalente inferiore al 60 per cento di quello mediano (16.000 euro), la soglia convenzionalmente usata per definire la condizione di basso reddito; era il 19,6 per cento nel 2006. Dal 2006 l’incidenza degli individui a basso reddito è cresciuta nelle fasce di età centrali fino a 54 anni, ma è diminuita tra i più anziani, per effetto della stabilità delle loro entrate rispetto al calo generalizzato dei redditi. Tutti al mare .bp.

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