Iran, di nuovo in viaggio il turista delle mille e una notte

lunedì 30 Giugno 2014 - Turismo

Iran, di nuovo in viaggio il turista delle mille e una notte Dopo l’elezione del presidente Rohuani boom di visti e prenotazioni dall’Italia

L'elezione del presidente Hassan Rohuani, ritenuta da molti come l’inizio di un nuovo corso in Iran, ha creato attese e speranze in patria e all'estero. Il cambio al vertice ha inciso molto anche sull'immagine del Paese mediorientale, come dimostrano i dati sul turismo verso la Persia, che da qualche mese sta vivendo una vera e propria rinascita.

I numeri evidenziano un vero e proprio boom di visitatori, tanto da "far impennare del 150% su base annua il numero di turisti che il mese scorso hanno visitato l'Iran" come ha scritto l'agenzia Isna citando fonti ufficiali. I flussi risultano particolarmente diretti verso zone molto rinomate come Isfahan, Shiraz/Persepoli e Yazd, che sono situate in zone calde o desertiche, fermo restando però che si tratta di un caldo secco: chiunque abbia esperienza di realtà torride sa che l'assenza di umidità rende impossibile paragonare quelle temperature con le nostre, associate ad alta umidità. Altra meta tra le principali è ovviamente Tehran - una capitale da più di 10 milioni di abitanti, che si estende per 100 chilometri - dove modernità e antichità si mixano in modo affascinante e che si sviluppa da quote collinari ad altitudini quasi montane.

''Visitare l'Iran - spiega un responsabile del tour operator iraniano Adineh travel - è davvero un'esperienza che si presta a interpretare la vacanza in modi diversi: il territorio ha enormi altopiani e deserti, ma anche laghi e foreste, due mari (il Caspio e il Golfo persico, ndR), e una rete efficientissima di pullman e voli interni per spostarsi. Oppure si può seguire la 'rotta' storico-archeologica, tra le più importanti al mondo. L'artigianato e la gastronomia, inoltre, ma anche le iniziative culturali, rendono sempre vivaci anche le città. E poi c’è l’ospitalità iraniana, famosa nel mondo”.

Non è un caso che negli ultimi mesi, il trend dei viaggi verso il paese delle Mille e una notte si è ulteriormente consolidato. Con tante prenotazioni dall'Italia per l'Iran quante quelle che si registravano, di norma, in un intero anno. ''Il numero dei visti rilasciati dai due consolati presenti in Italia, negli ultimi tre mesi, è infatti di 5.600 - ha precisato l'Istituto culturale dell'ambasciata della Repubblica Islamica dell'Iran - e non comprende gli italiani che sono entrati da altri paesi (come gli Emirati o la Turchia, ndR) o quelli che hanno ottenuto il visto direttamente in aeroporto”.

Tra i primi a mettere le basi per la ricostruzione di quel ponte culturale che legava Italia e Iran prima dell'11/9 e delle nuove direttive internazionali che hanno isolato l'Iran dagli stati Occidentali (perché il flusso commerciale, industriale e turistico verso l'Asia invece non ha mai smesso di essere fiorente) è stato proprio l'ex ministro della Cultura, Massimo Bray, che si era recato in Iran già alla fine dello scorso gennaio in visita ai resti dell'antichissimo sito di Bam, distrutto da un terremoto. ''Italia e Iran vogliono mettere a punto strategie comuni nel settore turistico'', aveva detto a margine della sua visita nella repubblica islamica.

Nel solco di questa filosofia, proprio in questi giorni, Hamid Masoumi Nejad, famoso giornalista e scrittore iraniano che vive in Italia da oltre vent'anni, corrispondente della Radio Televisione pubblica, ha raccolto in un dvd dal titolo 'Iran terra del mito' alcune tra le più straordinarie immagini del suo Paese per presentarle al pubblico italiano. Nel documentario, realizzato con la collaborazione del regista Gigi Oliviero, viene presentata la realtà di un Paese molto diverso da quello che le notizie di politica internazionale mostrano. "Ho voluto realizzare questo lavoro - ha detto il reporter - con la precisa intenzione di avvicinare due culture. L'Iran spesso viene rappresentato come un paese complicato e caratterizzato da tante contraddizioni che troppo spesso si traducono solo in luoghi comuni". ''Colpa anche di una certa stampa - spiega un operatore turistico - che ha dato credito a chi ci rappresentava come un Paese insicuro. Mentre per gli iraniani l'accoglienza e sacra, e la vicinanza culturale e caratteriale con gli italiani è davvero straordinaria''.

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