Quando si vive in un corpo sbagliato

domenica 6 Settembre 2015 - Salute

Quando si vive in un corpo sbagliato Disturbo di chi non si riconosce nel sesso attribuito alla nascita Serve un approccio globale»




Intrappolati in un corpo che non sentono come loro. È l'angosciante realtà di chi soffre di disforia di genere, ovvero una dicotomia tra soma (il corpo) e psiche (la mente). «Quelli che vengono comunemente chiamati transessuali, ma il termine corretto è trans genere», spiega Roberto Castello, direttore di Medicina generale a Borgo Trento e relatore scientifico del convegno "Disforia di genere. Come costruire un link efficace per un approccio multidisciplinare", in programma sabato 12 al Centro Marani di Borgo Trento, dalle 9 alle 14. «Non si tratta di orientamento sessuale, ma di identità di genere. Una condizione riconosciuta, che causa un forte malessere per cui una persona ha una persistente identificazione nel sesso opposto a quello biologico, cioèquello assegnato anagraficamente alla nascita. Quando si parla di trans però vengono subito in mente immagini di prostituzione o comunque di realtà morbose e poco pulite. Non è così, ma se ne parla molto poco e poche volte con un approccio scientifico, per questo abbiamo voluto organizzate un convengo, con tutti i massimi esperti nei vari campi che entrano in gioco, quello medico, giuridico e psicologico». La disforia di genere non e piu considerata un disturbo mentale della sfera sessuale, ma un forte malessere per cui non ci si riconosce nel sesso attribuito alla nascita, ma non è di per sé collegata alle preferenze sessuali. La prevalenza viene stimata in 1 su 10-12.000 nati maschi e 1 su 30.000 nati femmine. «Proprio perche i soggetti con disforia di genere si sottopongono a terapie mediche e chirurgiche irreversibili, e fondamentale un'accurata diagnosi», prosegue Castello, «un percorso ed un approccio multidisciplinare che coinvolga diverse figure professionali (psicologo, endocrinologo, chirurgo, ginecologo, urologo, avvocato). Il problema dell'essere trans genere non riguarda le preferenze sessuali, quanto la domanda "chi sono io?" Essere trans gender (genere, in inglese, ndr) è qualcosa che avviene nel cervello, non nei genitali». Da due anni l'Azienda ospedaliera ha avviato una sinergia con lo Sportello accoglienza trans, nato quattro anni fa all'interno del circolo Pink. «Offriamo ascolto, assistenza e consulenza», spiega Ilaria Ruzza, coordinatrice dello sportello, «accompagniamo nella transizione, ma anche la condivisione e il mutuo aiuto sono importanti. Molto spesso queste persone sono vittime di pregiudizi, è difficile presentarsi come uomo al lavoro, alla posta o in banca e avere sul documento il sesso opposto, e viceversa. C'è diffidenza, quando in realtà sono persone con vite normalissime e comuni».La DIG può già iniziare nel bambino, anche se in molti casi il soggetto reprime i propri impulsi, continua a comportarsi secondo lo schema imposto dal sesso di nascita, non di rado si sposa e fa figli. Ma la sofferenza rimane. Il 35% dei soggetti riferisce sintomi di depressione di rilevanza clinica, con pensieri suicidi almeno una volta nella vita e quasi un terzo ci ha provato almeno una volta.

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